El Ghibli - rivista online di letteratura della migrazione

da da da - laura fusco

raffaele taddeo

Da da da - Laura Fusco
Kolibris - 2012
pp. 66, 12 €

Suono, atmosfera, colore sono le cifre caratteristiche di questa silloge poetica di Laura Fusco. Innanzitutto la musica, il jazz, in prima istanza, ma poi anche quella classica fanno da sfondo, bordone a tutte le composizioni che di pagina in pagina si succedono. Essa non è solo sottofondo, ma ispirazione anzi generatrice di versi e quindi di poesia. E’ poietica di stati d’animo, di sensazioni, di ritmi. La caratteristica musicale del jazz è la non violenza, specie del blues che si caratterizza per una indefinitezza del suono. C’è una sorta di omologia fra la struttura del blues e la struttura delle poesie di questa silloge di Laura Fusco.  Le composizioni poetiche  offerte in questo testo presentano quasi tutte un senso di incertezza che rimanda ad altro, che lascia qualcosa di sospeso. Si prenda ad esempio la fine della poesia addio che recita così: “Allora per qualche ignota ragione/ una ragazza dal davanzale/ ha detto.” Che cosa ha detto la ragazza non è dato saperlo. E’ tutto nell’immaginazione e nella sospensione del dichiarato, del dato, del certo.  Il blues era stato definito in Italia come “musica stonata” proprio perché esprime una sorta di dissonanza. Anche le poesie di questa raccolta sono in qualche modo dissonanti.  E’ possibile scorgere una specie di accoppiata fra poesia e musica. Significativa e la poesia “Da da da” ove si cerca di dare al verso lo stesso ritmo della musica.

Assieme al suono la poesia di Laura Fusco crea atmosfere particolari, crepuscolari si potrebbero dire, non perché la sua poesia sia ascrivibile al crepuscolarismo del primo ‘900, ma perché  i versi  generano stati d’animo di attesa, di sospensione, che riflettono in qualche modo l’eterno bisogno di rifugiarsi nel mistero, nell’inconoscibile perché il dato tutto per certo, per scontato non dà significato alla vita che ha bisogno ombre, di luce tenue per poter anche vivere nell’illusione, nella speranza. L’atmosfera presente nelle poesie di Laura Fusco è quella della sera, della notte, lontana dal giorno. La penombra sembra il colore più adatto, più ricercato. E’ poi sostanzialmente la più adatta alla dimensione musicale del blues. La penombra è in sé una stonatura perché non è luce, ma neppure buio, oscurità. Sempre nella poesia  Da da da   si legge: “Voglio tirar notte e aspettare,/ voglio tirar notte tirando note e basta,/ e dire adesso sì, adesso no, alle cose,/ tanto tutto andrà bene, da da da”

Nelle composizioni di questa silloge c’è sempre la presenza di un’alterità che non è definita, un’altra donna,  a volta sembra poter essere un giovane, ma forse è il rispecchio di se stessa. Avere comunque  un altro/a con cui dialogare nella poesia vuol dire rendere narrativo il discorso poetico, vivacizzarlo.

Sul piano tecnico la silloge si esprime con modalità diverse.  Sono presenti poesie con versi dilatati, quasi in presenza di prosa poesia, ma poi  ci sono anche composizioni fatte essenzialmente di versicoli, ove non solo viene isolata la parola, ma addirittura il suono, la sillaba come nella poesia Chiamami adesso  ove diventano versi “Rue/ Git-/le-Coeur”.  Si insiste parecchio su richiami fonici. Come ad esempio nella poesia sopra citata Da da da.  “Voglio tirar notte…,/voglio tirar notte tirando note…/”. Un altro aspetto significativo, già riscontrato nella silloge aqua nuda riguarda l’uso di scene piuttosto che di descrizioni che ricorda vagamente Montale. In un caso sembra addirittura una citazione de I Limoni, poesia del grande poeta ligure, come nella composizione Via  con i seguenti versi: “e all’improvviso arriva l’odore della terra bagnata dall’innaffiatoio…”. La scena però in Laura Fusco non è preparatoria di un correlativo simbolico come avveniva in Montale, (i limoni, il cavallo stramazzato, ecc.),  perché la scenografia diventa nelle poesia della Fusco fine a se stessa, è la scenografia che dà significato, tono, senso. Si prenda ad esempio Autumn leaves, nei versi: “Abbiamo ascoltato la tromba di Charles e interi alberi sono entrati in/ sala da pranzo e sono stati a/ guardarci guardarci”. E’ la scena che esprime significato più che parole metaformizzate. Gli esempi possono essere numerosissimi. E’ questa forse la struttura più significativa sul piano formale della poetessa torinese.

Dicembre 2012 

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