E' quasi impossibile ignorare il testo di Erri De Luca dal titolo solo andata uscito recentemente a cura dell'editore Feltrinelli.
L'autore, nell'introduzione a Quattro quartieri, riferendosi alle poesie di solo andata, scrive che "Esse sono il paese provato ad abitare. Non ci ho vissuto da solo, se una persona di passaggio su una pagina dirà: anch'io mi affacciavo sulla via, da un balcone del piano superiore".
I redattori, i lettori di el-ghibli non possono non provare ad abitare il paese di cui è composto solo andata per molte ragioni: perché i suoi testi sono letteratura pura e ad alto livello, perché l'esperienza diretta o indiretta dei redattori, dei lettori di el-ghibli è all'interno del "paese" narrato da Erri de Luca.
Solo andata è un poema tragico. La sua struttura è poesia formata da distici di vario metro e che in alcuni tratti diventa elevatissima per tensione poetica e per immagini che correlano la costruzione del tessuto narrativo.
E' un poema tragico anche da un punto di vista strutturale perché è anche un testo teatrale ove ci sono voci, più che personaggi, voci ora singole, ora multiple, ora coro.
E' la tragedia dei nostri tempi. E' la tragedia della globalizzazione. E' la tragedia delle guerre, delle violenze economiche. E' la tragedia che vede come coprotagonista il mare, quel mare che una volta era il "mare nostrum" e che ora è diventato il mare "lastricato di scheletri per camminarci sopra".
In questo poema c'è la nuova colpa e la nuova vergogna di noi italiani.
Non è un caso che il poeta all'inizio dica "a sparagliare il conto la sventura, e noi, parte di essa", perché se il secolo XX per gli italiani è ricordato come il secolo della sopraffazione fascista, l'inizio del XXI sarà invece richiamato alla nostra coscienza come quello in cui abbiamo spinto migliaia di uomini a quella fossa comune che è il mare.
Nel testo di Erri De Luca c'è una storia singola, c'è la storia di un gruppo, ci sono le ragioni dei popoli migranti, ci sono le speranze cresciute su cadaveri di generazioni di giovani, donne e bambini.
La nostra falsa coscienza sta ignorando che il mediterraneo è diventato il cimitero di migliaia di persone mentre noi continuiamo a discutere di sicurezza, di permesso di soggiorno, di clandestini, come se non stessimo creando noi stessi queste terribili condizioni. Alla prova dei fatti la "civilissima" Italia, la "civilissima" Europa, che ha fornito all'umanità tanti geni nei vari campi del sapere umano, da quello scientifico a quello letterario, sta dimostrando ancora una volta una totale insensibilità, non sa inventare nulla di più residuale che lo "ius loci" o lo "ius sanguinis"; ed intanto la fame, le guerre con armi fornite da noi, spingono altri popoli, altre persone, altri gruppi a porre la loro speranza in viaggi attraverso un elemento, il mare, che è un separatore ingannevole perché invisibile.
Esso diventa il testimone di dolori sconosciuti: piccoli figli che muoiono di stenti, di freddo, inconsapevoli del perché di un destino così ingrato; madri che vedono il frutto del loro grembo affondare nel liquido, fino a poco prima visto con speranza; padri che si vergognano di non aver saputo garantire neppure la vita ai propri figli.
Di questo ed altro è piena la poesia di solo andata.