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didattica e storia del mondo

gennaro tedesco

Tra i tanti fattori che hanno determinato l’attuale crisi d’identità della Storia e dei suoi “canali di trasmissione” non solo scolastica e universitaria, sono da porre in primo piano le spinte centrifughe e dirompenti provenienti dalla non tanto imprevedibile e improvvisa irruenza sulla scena del mondo globalizzato dei Giganti dell’Asia , il Dragone Cinese e l’Elefante Indiano , accompagnata , sostenuta ed enfatizzata dalla rapidissima e stratosferica esplosione delle tecnologie informatiche . Esse hanno contribuito in modo intrusivo e pervasivo non solo alla nascita e alla formazione, ormai ampiamente e approfonditamente descritta nella sterminata letteratura pedagogica contemporanea , da parte degli allievi, di nuovi modelli non lineari di apprendimento, ma soprattutto alla produzione materiale e mediale di nuove modalità espressive. Esse sembrano scardinare alla radice le tradizionali modalità espressive testuali. Insomma ci troveremmo di fronte ad una Rivoluzione culturale e comunicativa della Storia se non di fronte ad un tentativo di totale e radicale sovversione e soppressione della sua “essenziale” e tradizionale natura costitutiva così come si è andata elaborando e formando nel traballante Occidente .
Negli ultimi anni soprattutto alcuni storici indiani hanno posto in evidenza, a partire dal passato coloniale, l’elaborazione, la trasmissione e la diffusione di una “narrazione” storica e storiografica costruita e costituitasi in Europa non solo per costringere l’India e tutto il vasto mondo coloniale, entro le categorie analitiche ed esplicative dell’Occidente, ma anche per conseguire, oltre che un ovvio e scontato dominio diretto sui popoli colonizzati, un dominio indiretto sulla memoria storica che cancellasse le modalità conoscitive, comunicative e trasmissive proprie, originali e alternative delle tradizioni indiane a quelle occidentali. In questa prospettiva “indiana”, che recupera modalità non solo orali, ma anche e soprattutto tipiche dell’Oriente, diametralmente avverse e opposte a quelle occidentali la cui complessità ed originalità richiederebbero spazi molto più considerevoli di un articolo, i popoli “subalterni” della Storia, scritta e imposta dall’Occidente sulla loro pelle, i popoli non solo coloniali, ma anche quelli migranti oppressi e repressi, insieme a sempre più consistenti segmenti di quelli “aborigeni”, nelle metropoli capitalistiche, presentano il conto di fronte al Tribunale mondiale della Storia: la richiesta pressante di una storia che sia totalmente rivista , rielaborata e riscritta, a partire dalla riscoperta e valorizzazione non solo di fonti ed avvenimenti esclusi dalla “Grande Narrazione” ideale, ufficiale e “legale” del mondo proposta, ma soprattutto imposta dalla propaganda ufficiale, normativa, modellativa e deformativa dei manuali di Storia e non solo di quelli. In sostituzione e in alternativa a questa “Grande Mono- Narrazione” storica e storiografica, egemonica del perduto Occidente, i “Subalterni” indiani propongono e rivendicano tradizioni, istituzioni, movimenti, associazioni, idee e modalità espressive che nulla hanno a che fare con esso. E sempre gli stessi indiani invitano i subalterni della storia del mondo, a cominciare dai subalterni orientali, a liberarsi delle categorie pericolose e perniciose di nazione, patria, ecc… , costituitesi in Occidente e recepite dalle classi dirigenti post-coloniali e occidentalizzanti non solo dell’Oriente, che continuano a produrre e a mietere disastri globali e milioni di vittime innocenti, contribuendo incessantemente a rinnovare, a riattualizzare e a riacutizzare contraddizioni e scissioni deleterie non solo nella storia del mondo , ma soprattutto nel mondo. La drammaticità di questo approccio orientale alla storia del mondo probabilmente non a caso emerge, si espande e si consolida nel momento in cui sulla scena del mondo irrompono nuove potenze planetarie e globali, quali l’India e la Cina, antagonistiche nei confronti di quello che si profila sempre più come un fragile e debole Occidente.
Cina e India, spinte sulla scena globale ai vertici della storia del mondo non solo dalla loro incontenibile e travolgente forza economica, ma anche dalla loro possente tradizione culturale ed educativa. All’orizzonte della storia del mondo e della sua didattica si profilano sempre più ineludibili e cogenti modalità espressive della Storia che, a partire dalle tradizioni proprie e tipiche dei Subalterni, trovano estrinsecazione e “formalizzazione” nella produzione e diffusione di dvd, cd che, con le loro possibilità multimediali, stravolgono i tradizionali mezzi testuali di trasmissione, comunicazione e diffusione del discorso non solo storico .
Se gli storici orientali riscrivono la storia del mondo a partire da una costante immersione nelle profondità abissali non solo storiche e antropologiche delle “forme di vita”, palpitanti, reali e quotidiane dei subalterni a loro stretto e proficuo contatto per raccontare una storia forse mai scritta, anche i nostri storici d’Occidente, accademici o meno che siano, e i nostri docenti sul modello esemplare degli storici orientali della Subalternità, sempre più decisi ad essere sul campo con i loro “osservati”, dovranno sempre di più fare i conti con la realtà del mondo globalizzato e con una documentazione sempre più multimediale. Costretti a recuperare e a misurarsi, ridiscendendo tra i nuovi e vecchi Subalterni delle metropoli capitalistiche dell’Occidente, con la pluridimensionalità reale ed ineffabile dell’uomo nella “natura” oltre che nella società di questo imperfetto mondo in cui tutti, da Occidente ad Oriente, contraddittoriamente viviamo .

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Anno 9, Numero 38
December 2012

 

 

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