Rukmini Bhaya Nair, nata nel 1952 in India, ha studiato a Calcutta e in Inghilterra, dove nel 1982 ha ottenuto una laurea presso l’Università di Cambridge, con una specializzazione in linguistica cognitiva e teoria critica. Ha insegnato presso la Jawaharlal Nehru University di Deli, la National University di Singapore e la University of Washington a Seattle, ed è docente di discipline classiche e scienze sociali presso l’Istituto Indiano di Tecnologia di Nuova Deli. I suoi scritti teorici fanno parte del programma di numerosi corsi nelle università di Chicago, Oxford e Washington.
Il poeta indiano Keki Daruwalla l’ha definita come autrice del “primo volume di poesia post-moderna realmente significativo scritto da un indiano”. Ha pubblicato tre volumi di poesia: The Hyoid Bone (1992), The Ayodhya Cantos (1999) e, il più recente, Yellow Hibiscus (2004).
Dice di sé: “Ciò che sento davvero è che sebbene le mie poesie siano scritte in inglese, la mia effettiva prima lingua, in termini culturali sono traduzioni da un contesto in lingua bengalese”.
Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti come poetessa, nel 1990 ha vinto il primo premio del concorso letterario organizzato dalla All India Poetry Society e dal British Council, La sua opera è stata pubblicata nell’antologia Penguin New Writing in India (1992), Reasons for Belonging: Fourteen Contemporary Indian Poets (2002), e tradotta in svariate lingue, tra cui svedese, macedone, bengalese e indi. È stata menzionata tra le Faces of the Millenium in Letteratura dalla rivista India Today nel 2000.