El Ghibli - rivista online di letteratura della migrazione

la pelusa

Michele Barbolini

Anselmo del Vescovo, bibliotecario di Catinari, monotona cittadina di provincia, (anagramma di quella Recanati dove vive e lavora Bravi), ha un'ossessione con cui riempie le proprie giornate: quella per la polvere, anzi per la pelusa, la lanugine che si forma sulla buccia delle pesche, sotto i letti, quella che al primo alito di vento svolazza da tutte le parti e sembra stendersi su ogni cosa come un velo. Anselmo non sopporta la vista di quelle infinite particelle pulviscolari e ingaggia contro la pelusa una lotta senza speranza: trascorre il tempo libero a pulire la casa e a pulirsi.
Come la pelusa sembra continuamente spostarsi, così anche la vita di Anselmo è un fluttuare senza pace. Rinchiuso in un ufficio a catalogare libri antichi dei quali vede solo i frontespizi, un giorno decide che vuole saperne di più, informarsi sulla storia del libro. Ordina manuali, inizia a leggerli, ma si stanca presto, abbandona l'impresa. La stessa difficoltà la vive nelle relazioni umane, con la moglie in particolare il rapporto è inesistente, la osserva ogni giorno sempre più triste rifugiarsi nella vodka, ma tutto quello che riesce a dirle è di pulire meglio sotto il letto. L'unica persona con cui riesce ad aprirsi è un vecchio amico a cui scrive delle email che puntualmente gli tornano indietro con l'indicazione che !'indirizzo è errato.
In questo circolo chiuso si apre un giorno una piccola frattura, un'epifania. In biblioteca compare uno strano personaggio che, al pari dell'autore, dice di chiamarsi Adrian Bravi, di essere argentino, e mostra di condividere con Anselmo la stessa battaglia contro la polvere, o pelusa come la chiama lui. Di Adrian si perdono subito le tracce, ma da quel rapido incontro Anselmo sembra vivere in funzione della sua assenza: la sua ossessione si accentua, giunge a un punto di non ritomo.
Dopo l'ottimo esordio con Restituiscimi il cappotto (Fernandel, 2004) l'italo-argentino Adrian N. Bravi torna con questo romanzo enigmatico e ironico, nelle cui pagine risuona l'eco sudamericana di Cortazar e Borges, ma anche dello spagnolo Unamuno. Da dove nasce la fissazione di Anselmo? La sua incapacità di vivere, di relazionarsi col mondo? Bravi non lo dice, lascia che sia il lettore a sciogliere come meglio crede il piano metaforico dell'opera, un piano oscillante, leggero, che sfugge proprio quando crediamo di averlo afferrato, come la pelusa.

Michele Barbolini

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Supplemento

(ISSN 1824-6648)

Adrian Bravi: l'antieroe

A cura di raffaele taddeo

 

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Anno 8, Numero 32
June 2011

 

 

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