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scorder˛ tutto

anna belozorovitch

Ma io scorder˛ tutto, ogni volta,
e scioglier˛ ancora quest'involucro di pelle,
di stoffa grigia, di memoria spenta;
e mille acuti dubbi incideranno
le piaghe prima colme di ricordo.

E in quante occasioni ancora sar˛ nulla?
Nulla e poi materia vibrante
e poi, un danno, un fare senza bellezza
che Ŕ la stessa cosa; un pianto.

Solo un errore lancinante sveglia
o fa nascere o fa morire.

Senza nessuno accanto non ho volto,
senza parola ho bianco
tutt'intorno e dipinto
addosso a me, addosso al mondo, intorno al centro,
in mezzo al niente.

Scorder˛ tutto cosý tante volte
da far venire il capogiro,
inginocchiarsi all'illusione
d'un proprio Io, d'un destino,
mangiare polvere e gioire.

E nulla lascerÓ che io trattenga
nemmeno il soffio d'aria ispirata a stento;
perder˛ anche la parola; nuda
come la maglia a rovescio da lavare.

Scorder˛ ogni volta ancora
(prima persona profanata,
usata invano nel rifare e ricreare
vita cruda). Ora acceso ora spento
Io mangia e dorme, e si risveglia.
L'oblio Ŕ cibo della pace.

Liquidi, i fatti sciolti in mare
sono acqua sporca di nessuno.
Solo l'istante Ŕ assoluto.
Volta per volta, credo e vivo,
come chi avanza sulla brace.

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Anno 10, Numero 42
December 2013

 

 

 

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