Nota biografica | Versione lettura |
Cacciati su pullman o da pallini
che differenza fa nell’aria asfittica
quando il mare clandestino è tagliola
la terra piombo nella carne – orto
di braccia aggrappate da spremere
finché serve –.
Invitami a ballare
un attimo d’oblio sull’indecenza
delle energie nostre d’avorio irretite
a guadagno criminale nel ventre razzista
perché “Italy doesn’t like black”
qui a Rosarno.
Sulla rivolta rovescia la ronda
e non c’è musica…
Sono cuoio di sole stretto a un cactus
a rodere la tua vergogna impotente
– un’affissione abusiva –
mentre mi guardi mi leggi
scrivi di me.
Ma è un tratteggio da ritagliare
la difesa dai passi irregolari senza suole
del bisogno: per la ferita incede
il moto incessante di ogni tempo
l’assidua ricerca di rifugio e scambio
oltre lo strazio nero
per l’abbraccio non proibito
con domestiche coltri e
benvenuta è la notte.