El Ghibli - rivista online di letteratura della migrazione

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pap khouma

Cari lettori,

il mese di giugno dovrebbe portare un’aria di leggerezza, perché le ferie sono alle porte. Certamente è difficile pensare alle vacanze in tempo di crisi economica e di disoccupazione che colpisce ceti che erano già deboli.
Paradossalmente, il nostro (probabilmente anche il vostro) carico di lavoro e impegni benevoli su diversi fronti sembrano aumentare anche in periodo di crisi. Forse non se rendiamo conto, ma lavoriamo sempre di più, anche se c’è la crisi. Svolgiamo diversi tipi di lavoro, oltre al nostro impiego abituale. Possono essere delle attività di volontariato, come quelle che facciamo da sette anni per la rivista El-Ghibli, che ci portano via il poco tempo e l’energia rimasti, ma in cambio ci concedono soddisfazioni. La nostra rivista è stata messa immediatamente a disposizione di accademici, laureandi e lettori che vogliono avvicinarsi e approfondire le tematiche relative alla letteratura, alla poesie concepite dai nuovi italiani che (spesso involontariamente) scrivono la lingua italiana con sfumature inconsueti.
I redattori di El-Ghibli sono chiamati nelle scuole e nelle università per dialogare con i giovani, nelle biblioteche comunali delle grandi e piccole città, nelle trasmissioni radiofoniche e televisive, per confrontarci con il resto della società.
Dopo, ci inventiamo altro tempo per scrivere racconti, articoli o libri, organizzare o partecipare in tutt’Italia e in diversi angoli dell’Europa, a riflessioni e convegni su temi della letteratura in generale, delle migrazioni, della pace e dello sviluppo globale, ecc.
Ci tocca ancora quando scriviamo o durante i convegni di dover quasi giustificare la nostra definitiva presenza in Italia, di ricordare i nostri ruoli nella società in cui ormai siamo parti integranti. E’ una situazione scomoda ma che cerchiamo di affrontare con equilibrio. Però, ci auguriamo di poter superare questa lunga e sofferta fase, in cui i nostri figli, figlie e noi veniamo ancora considerati stranieri, ospiti provvisori, e approdare finalmente nella sponda dei cittadini normali che non hanno necessità di sentirsi in colpa e di doversi scusare per il solo fatto di esistere qui.
Ci sentiamo implicati nella controversia sulla libertà di stampa in corso nel nostro paese, l’Italia. Anche noi siamo a favore del diritto alla privacy dei cittadini, ma è un fatto ben diverso dal diritto all’impunità dei potenti che vogliono amministrare le nostre vite a loro piacimento e rubano il danaro pubblico. Disapproviamo le disposizioni restrittive e penali contro i giornalisti che l'attuale governo tenta di approvare. L’Italia ha sempre disprezzato o condannato i paesi dove le professioni di giornalista, scrittori, pensatori diventano pericolose, quando i termini democrazia e libertà sono messi al bando dalle leggi.

Cari lettori, una volta sgomberato il campo da ogni equivoco, approfitto dell’aria delle ferie vicine per concedermi un po’ di cinismo. Abbiamo spesso deplorato in questa rubrica l’indifferenza di quasi tutta la classe dei giornalisti e degli intellettuali italiani, quando i nostri governi fanno cadere le scure sui diritti degli immigrati, complicandone gradualmente l’esistenza. Dei giornali e giornalisti di rilievo si sono sciaguratamente trasformati nella cassa di risonanza della propaganda dei partiti politici.
In questi ultimi quindici anni alcuni di loro hanno taciuto, mentre altri hanno unito la loro voce e i loro mezzi a quelli della politica e insieme hanno demonizzato e criminalizzato intere comunità, alimentato diffidenze e paura contro gli immigrati. Forse, intellettuali e giornalisti italiani dovevano sentire finalmente l’alito del governo sul collo, per ricordarsi il loro ruolo di arbitri imparziali della società.

Addio a Sanguinetti
Cari lettori c’erano e si sono fortunatamente degli intellettuali integri e El-Ghibli -attraverso queste righe scritte dalla redazione-, rammenta la scomparsa di uno di loro, lo scrittore e poeta Edoardo Sanguineti avvenuta a Genova, giovedì 18 maggio scorso, nell' ospedale Villa Scassi. Aveva 79 anni.
Sanguineti è stato un intellettuale, critico e saggista italiano che ha rivoluzionato la scena letteraria dello scorso Secolo. È stato uno dei teorici del “Gruppo 63”, assieme a Umberto Eco, Alfredo Giuliani, Elio Pagliari, Antonio Porta ed altri intellettuali del Novecento.
Numerosissima la sua produzione letteraria: saggi, poesie, romanzi, racconti, testi teatrali, cinematografiche, studi e raccolti di articoli e infine traduzioni e antologie. Il 5 giugno 2006, gli è stato assegnato il Premio Librex Montale.
Disse in un’intervista pubblicata nella Rivista NewYorkCityVenezia, del gennaio 2007, che “in cinquant’anni molte cose sono profondamente cambiate, la poesia è cambiata, ma non è cambiato il compito dei poeti, quello di disegnare il profilo ideologico di un’epoca. L’ideologia non è una professione di fede, è una visione del mondo che, con il mondo, quindi cambia”. Arduo e obbligato compito lascia alla poesia italiana proprio in un millennio in cui si dichiara a gran voce l’impoverimento, o morte a dirittura, dell’ideologia.

In questo numero ospitiamo. Per la sezione racconti e poesie: vida bardiyaz, gladys basagoitia, gregorio carbonero, yousef wakkas; per la sezione stanza degli ospiti: giuseppe delle vergini, tiziana altea, clementina coppini, matteo zola; per la sezione parole dal mondo: fernando sorrentino, sushma joshi , suniti namjoshi ; per la sezione generazione che sale: francesco monzani, martina miglianelli , alessia nacubuan; per la sezione interventi: maria grazia midossi

Pap Khouma e la redazione

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Anno 7, Numero 28
June 2010

 

 

 

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