Nota biografica | Versione lettura |
Animale
braccato
solitario
preda e cacciatore
assediato
confusamente
da un idioma
che è fortezza
e prigione
trappola
e riparo
incavo vuoto
sanguinante
palato
ostile
e grigio
la voce
scarna
dei salmi
la lenta
agonia
dei
paria.
È perduta
gioventù
bellezza
patria
Le parole
fuggono
cercando
altre bocche
e la mia
di bocca
non sa
non sente
se non il sapore
evanescente
del silenzio
che arriva
all’improvviso
una lingua impastata
immemore
un buco desolato
una landa
sterile
infeconda
Muta.
Scarni
Ma forti
Agili piedi
Che sostengono
le distanze
Piedi piccoli
Come quelli
Di mio padre
Magri
Resistenti
Ai traslochi
Agli adii
Piedi
Memori
Segnati
Da scarpe
Povere
Ma dignitosi
Liberi piedi
per strade
senza ritorno
Perseveranti
ribelli
Piedi
nomadi
instancabili
Dispari.