El Ghibli - rivista online di letteratura della migrazione

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epitaffio

juan gelman

Un uccello viveva in me.
Un fiore viaggiava nel mio sangue.
Il mio cuore era un violino.
Amai a volte, altre no. Qualche volta
fui amato. Anche a me
rallegravano: la primavera,
la mano nella mano, ciò che è felice.
Dico che l'uomo deve esserlo!
(Qui giace un uccello.
Un fiore.
Un violino).

Traduzione a cura di Gregorio Carbonero

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paese

juan gelman

L'universo? Certo. L'infinito? Anche.
La carne? Ovviamente. Carne celeste
o con un cielo sopra che se tocchi l'odio
si rannuvola e sbattono furie e piove
un'acqua triste.
Una vacca pascola nell'osso che dovrò ricordare.
E quelli che dimenticano? Come indiani si coprono le vergogne?
Paese
sparito sotto un berretto militare.
Sarai in ogni cosa che verrà?
Sono venuti vigliaccheria e disprezzo.
Si avvisa Paul Celan: tombe scavate nell’acqua.
Il giorno splende.
Mi rammenta che non sono un albero e non ho radici / d'uccello.
Vagamente vivo
e nessuno mi vede entrare.

Traduzione a cura di Gregorio Carbonero

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preghiera di un disoccupato

juan gelman

Padre,
dai cieli scendi, ho dimenticato
le preghiere che m'insegnò la nonna,
poverina, lei adesso riposa,
non deve più lavare, pulire, non deve
preoccuparsi d'andare di giorno per i vestiti,
non deve più fare le nottate, pena e pena
pregare, chiederti delle cose, brontolarti dolcemente.

Dai cieli scendi allora, se sei lì, scendi
che muoio di fame in quest’angolo,
che non so a che mi serve di esser nato,
che guardo le mie mani rifiutate,
che non c'è lavoro, non c'è,
scendi un po', guarda
questo che sono, questa scarpa rotta,
questa angoscia, questo stomaco vuoto,
questa città senza pane per i miei denti, la febbre
che mi scava la carne,
questo dormire così,
sotto la pioggia, castigato dal freddo, perseguitato
ti dico che non capisco, Padre, scendi,
toccami l'anima, guardami
il cuore!
io non ho rubato, non ho assassinato, fui bambino
e invece mi colpiscono e mi colpiscono,
ti dico che non capisco, Padre, scendi
se sei lì, che cerco
rassegnazione in me e non trovo e vado
a farmi prendere dalla rabbia e ad affilarla
per colpire e vado
a urlare col sangue al collo.

Traduzione a cura di Gregorio Carbonero

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Anno 3, Numero 12
June 2006

 

 

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